Elisir dell’OASI
è il miele “ambasciatore” dell’Oasi delle Cicogne: un prodotto che racconta la tutela degli ecosistemi, la biodiversità floreale e prativa e il lavoro delicato delle api in un’area protetta.
Il miele come sintesi di questo equilibrio: ogni cucchiaio è un frammento di questo paesaggio protetto.
Un miele di qualità superiore legato ad un luogo unico ed a un progetto di conservazione ambientale.
Mezzo Milione di Api per la tutela della biodiversità
Il progetto per migliorare la vita delle api riguarda soprattutto disponibilità di cibo, riduzione delle sostanze nocive, habitat, acqua e corretta gestione degli alveari. Sono interventi particolarmente efficaci quando non ci si limita all’apiario, ma si migliora l’intero ambiente circostante.
🐝 Obiettivo: creare una vera “Oasi per gli impollinatori”
In un contesto naturalistico, un progetto particolarmente interessante è quello sorto nel 2026 e consiste nell’organizzare il territorio come un mosaico di habitat: prato fiorito + siepe mellifera + alberi nettariferi + zone umide + aree non sfalciate + siti per la nidificazione delle api selvatiche. In questo modo l’area diventa utile non soltanto alle api da miele, ma all’intera comunità degli impollinatori.
Per l’Oasi dei Quadris, questo approccio è particolarmente coerente: agli alveari si affianca un vero “Percorso degli Impollinatori”, con fasce fiorite, calendario delle fioriture, abbeveratoi, aree dedicate alle api selvatiche e pannelli didattici. Si misura inoltre nel tempo numero di specie di impollinatori, durata delle fioriture e disponibilità di risorse nettarifere, trasformando l’intervento anche in un piccolo progetto di monitoraggio della biodiversità.
Il Progetto
“Elisir dell’Oasi”
- Aumentare la disponibilità di fiori durante tutto l’anno
Una delle difficoltà maggiori per le api è la presenza di periodi con pochissime fioriture. È utile creare prati polifiti e fasce fiorite con specie diverse, privilegiando quelle autoctone e distribuendo le fioriture dalla fine dell’inverno all’autunno. Salici, noccioli, biancospino, aceri, tigli, rovi, trifogli, sulla, lavanda, timo, origano ed edera possono offrire nettare e polline in momenti differenti.
- Ridurre gli sfalci
Un prato perfettamente rasato offre poco alle api. È preferibile adottare uno sfalcio differenziato, lasciando alcune aree fiorite e tagliandole solo dopo la fioritura. Anche semplicemente alternare le zone di sfalcio permette di mantenere continuamente una riserva alimentare.
- Eliminare tassativamente pesticidi ed erbicidi
In un’area destinata alla biodiversità è indispensabile evitare insetticidi ad ampio spettro e diserbanti ricorrendo a soli interventi manuali per il contenimento delle piante indesiderate.
- Creare siepi e margini naturali
Siepi miste, filari, bordure, piccoli boschetti e margini non coltivati sono estremamente importanti. Oltre alle api mellifere sostengono bombi e numerose altre api selvatiche. È preferibile utilizzare molte specie vegetali differenti piuttosto che grandi superfici con una sola specie.
- Garantire acqua pulita
Le api utilizzano molta acqua, soprattutto durante la stagione calda, anche per regolare la temperatura dell’alveare. Si predispongono abbeveratoi poco profondi, con pietre, ghiaia, sughero o altri supporti sui quali possano posarsi senza rischiare di annegare. L’acqua deve essere disponibile con continuità.
- Migliorare l’habitat delle api selvatiche
Proteggere le api significa andare oltre l’ape da miele. Molte specie selvatiche nidificano nel terreno, nei fusti cavi o nel legno morto. È quindi utile conservare piccole porzioni di terreno nudo, legno morto, canne e steli secchi, evitando una manutenzione eccessivamente “pulita” degli spazi naturali.
- Migliorare la gestione sanitaria degli alveari
Per le api allevate è fondamentale un controllo regolare di Varroa destructor, covata, scorte e forza delle famiglie. È importante individuare precocemente anomalie e malattie, sostituire periodicamente i favi più vecchi e mantenere buone condizioni igieniche delle attrezzature. Famiglie ben nutrite e ben gestite sono generalmente più capaci di affrontare stress e patogeni.
- Favorire la diversità genetica
È preferibile privilegiare colonie adattate alle condizioni climatiche e ambientali locali, evitando una selezione esclusivamente orientata alla produttività. Rusticità, comportamento igienico, capacità di svernamento e resistenza alle malattie sono caratteristiche importanti quanto la produzione di miele.
- Ridurre lo stress alimentare
L’obiettivo dovrebbe essere fare in modo che le api trovino nell’ambiente una dieta naturalmente varia. Polline proveniente da molte specie vegetali significa una migliore diversità nutrizionale. L’alimentazione artificiale può essere necessaria in determinate condizioni dell’alveare, ma non sostituisce un territorio ricco di biodiversità.
